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Tradizioni Umbre.

La cultura contadina, il folklore e le tradizioni dei 92 comuni medievali in Umbria, definita non a caso "città regione" per la sua equilibrata distribuzione di attività economiche, alimentano un turismo già radicato per una storia fortemente impregnata di arte e spiritualità.

Folklore e cultura sono un altro modo di esprimere la memoria popolare di un passato conservato in modo integro, tradotto nella quotidianità come in pochi altri luoghi d'Italia.

Sfogliando il calendario delle manifestazioni che animano le città dell'Umbria balza all'occhio la varietà e la molteplicità delle iniziative tradizionali alle quali si affiancano le più diverse espressioni della creatività contemporanea.

Sono tante le ragioni per far festa e ogni evento è per le comunità locali l'occasione attesa per confermare identità e radici, mentre per il turista diventa un'opportunità per accostarsi alle più genuine e sentite espressioni della cultura e del folklore umbri.

I prodotti tipici locali sono protagonisti di feste e sagre che si riallacciano alla grande tradizione culinaria: trionfano il tartufo bianco e quello nero, il cioccolato, i pregiati vini.

Spettacolari atmosfere di un tempo si respirano nelle manifestazioni legate ai cicli della natura o alle ricorrenze religiose, come le celebrazioni in onore di San Francesco, Santa Chiara e Santa Rita, la Festa della Palombella a Orvieto e le Infiorate del Corpus Domini a Spello.

Non solo di rievocazioni si tratta, bensì di grandi eventi dove la passione e il coinvolgimento collettivi restituiscono autentica vitalità a riti di origine pagana mescolati con antichissime devozioni cristiane, a sfide cavalleresche tipiche delle società medievali, o a cerimonie propiziatorie del mondo contadino.
Si saluta l’arrivo della primavera nel Calendimaggio di Assisi e si celebra l’estate nella Festa delle Acque di Piediluco.

Ai santi patroni sono dedicate secolari e appassionanti manifestazioni, come la Festa dei Ceri di Gubbio, la Corsa dell’Anello di Narni o le Celebrazioni Benedettine a Norcia, mentre è legata a un evento dei primi anni dell’era cristiana la Festa di San Valentino a Terni.

Dal Quattrocento i balestrieri di Gubbio gareggiano nel Palio di maggio, mentre è rinascimentale la Sfida dei Terzieri di Città della Pieve e seicentesca la gara dei cavalieri di Foligno nella Giostra della Quintana.

 
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Santa Maria degli Angeli PDF Stampa E-mail
Scritto da Web master   

La Basilica di Santa Maria degli Angeli sorge nella pianura che si apre ai piedi del colle di Assisi a protezione della Porziuncola, dove San Francesco avrebbe fondato il primo nucleo dell'Ordine dei Frati Minori nel 1209 e della cappella del Transito dove il santo morì il 3 ottobre 1226.

La chiesa viene realizzata su ordine di Papa Pio V in 110 anni a partire dal 1569 d.C. su progetto dell'architetto Galeazzo Alessi e con la consulenza, fra gli altri anche del Vignola; l'edificio è oggi uno dei santuari più grandi del Cristianesimo contando 126 metri di lunghezza, circa 65 di larghezza e 75 metri di altezza in corrispondenza della cupola portata a termine nel 1680. L'attuale aspetto della chiesa di Santa Maria degli Angeli è dovuto alle varianti in corso d'opera per la realizzazione del campanile intorno alla fine del XVIII secolo, agli interventi del 1832, resisi necessari dopo un terremoto ed alla riedificazione della facciata su progetto di Cesare Bazzani fra il 1924 ed il 1930. Nello stesso 1930 viene posta al vertice della facciata la statua della "Madonna degli Angeli" realizzata dallo scultore Colasanti, mentre, perché il piazzale antistante raggiunga l'attuale sistemazione, si deve attendere il progetto dell'architetto Nicolosi del 1950.
La struttura architettonica degli interni prevede tre navate in stile dorico neoclassico dovuta agli interventi di L.Poletti a seguito del terremoto del 1832; l'abside che, secondo i progetti originari avrebbe dovuto avere pianta quadrata, è oggi di forma semicircolare e racchiude un prezioso coro ligneo della fine del '700 e l'altare papale dell' architetto Apoloni Ghetti con opere scultoree di E.Manfredini. La basilica ospita alcuni affreschi di F Appiani del 1757 e nelle cappelle dipinti del '600 di Pomarancio, Giorgetti, Sermei Salimbeni e dei fratelli Zuccari.

 
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